L’AFRICA DI SEBASTIÃO SALGADO

L’AFRICA DI SEBASTIÃO SALGADO

a cura di Eva e Samuele

L’artista Sebastiao Salgado con le sue foto fa toccare con mano gli effetti prodotti da guerre, carestie, malattie, deforestazioni e condizioni climatiche ostili cogliendo momenti unici, rispettando dignità e valore assoluto della persona. Documenta con immagini in bianco e nero le persone e i luoghi antichi e nuovi, le loro culture.

A Reggio Emilia sono 100 le fotografie che sono state riunite nell’esposizione “Africa, ospitata dal 9 febbraio sino a fine marzo dal Caffè letterario Binario 49 nel quartiere della stazione centrale e allo Spazio Gerra in centro storico. Il fotografo, con la sua opera, ci fa conoscere una regione di sconfinati paesaggi, montagne, pianure e deserti, animali selvaggi e antiche specie vegetali in insediamenti umani completamente isolati dalla vita moderna.

Salgado ha lavorato in questo continente dagli anni ’70 – dove ha fatto il suo primo reportage fotografico -, poi durante le guerre d’indipendenza  di Angola, Mozambico  e Sahara spagnolo. Successivamente ha fatto conoscere con le sue fotografie numerose catastrofi naturali e altre provocate dall’ uomo , dalla siccità e carestia in Etiopia, Sudan e Ciad al genocidio del Ruanda che ha costretto decine di migliaia di persone ad abbandonare il proprio paese e rifugiarsi in altre nazioni.

Salgado ha anche documentato il lavoro degli africani , contadini e pescatori, negli ultimi anni è ritornato per fotografare un’altra Africa, ha visitato il deserto.

Frafra

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