Avventure in alta quota – reportage dalla Val Gardena

Avventure in alta quota – reportage dalla Val Gardena

di FILIPPO BUSANI

Vi racconto le avventure che mi sono capitate nella vacanza che ho fatto in montagna quest’estate. Ogni anno vado con la mia famiglia in Val Gardena allo “Sporthotel Monte Pana”, non lontano da Santa Cristina. Oltre ai miei genitori e mia sorella, c’era anche la nostra gatta Meringa.

Si tratta di una valle fresca, ad alta quota, immersa nella natura… Quando a Reggio non si respira dal caldo, là alla sera si deve indossare una felpa o un golfino. Nell’albergo c’è anche una bella piscina. Abbiamo fatto molte passeggiate come ogni anno, perché ci piace molto esplorare la montagna. Ovviamente Meringa rimane in hotel, anche perché abbiamo una stanza molto ampia.

Un giorno durante un’escursione ho visto un bel vitello nero al pascolo.

Come sono solito fare, ho provato ad accarezzarlo, ma non avevo visto che era un giovane maschio… un torello molto agitato! Ha provato ad incornarmi e ne ho anche la prova!

La ferita che il vitello mi ha provocato alla mano con cui lo accarezzavo

Un giorno nel parcheggio dell’ hotel, aprendo la portiera, della macchina ho trovato 5 centesimi rumeni. Ho deciso di tenerli come portafortuna. Eccoli…

Un altro giorno, quasi al termine di una passeggiata, la mia famiglia ed io abbiamo visto l’elisoccorso che stava andando in direzione di una parete di ghiaia particolarmente scoscesa sulla quale un uomo era scivolato rovinosamente a valle. Queste sono alcune delle fasi del soccorso allo sfortunato .

Foto eli

cottero

Un altro giorno, su un alpeggio ad alta quota, durante l’ora di pranzo abbiamo visto due alpinisti scalare una roccia particolarmente alta che si chiama Pieralongia (appunto “Pietra Lunga”), eccoli….

Sempre nella stessa passeggiata abbiamo visto delle stelle alpine (che non si possono raccogliere perché sono flora protetta!!!) e anche qualche termitaio pieno di fiori: gli insetti si sono scelti una bella casa, eh!?!

Alla fine di una passeggiata sull’ Alpe di Siusi abbiamo incontrato una cantante di jodel, un canto tipico dell’area alpina nato secoli fa come richiamo modulato per il bestiame o per chiedere aiuto in caso di bisogno. Questa donna è di origine tedesca: ci ha raccontato che d’inverno vive a Lanzarote (un’isola spagnola dell’arcipelago delle Canarie) cantando canzoni spagnole con la chitarra, mentre d’estate si sposta lì, in Val Gardena, a cantare lo yodel, viaggiando sola con il suo cane ed una tenda.

Un ‘altra volta abbiamo provato ad affrontare una passeggiata lungo un sentiero che non avevamo mai fatto: era molto bella ma anche molto lunga, è durata ben 5h e 30min (26 km!). Partiva dal rifugio Spitzbuhl e arrivava fino al Monte Pana, proprio davanti al nostro hotel. E prevedeva anche una salita con un’ovovia seguita da un altro tratto in funivia. Abbiamo raccolto e mangiato anche tanti lamponi e fragoline di bosco.

Durante una passeggiata ( per fortuna non molto lunga ) sono caduto e mi sono sbucciato il ginocchio destro che per fortuna è guarito presto, ma non ho potuto più fare il bagno nella piscina dell’albergo perché il ginocchio non era ancora guarito!

Un giorno abbiamo provato ad affrontare un’escursione sul Monte Pic che ci aveva consigliato un tassista: un sentiero ripidissimo e pericoloso e… sotto un’intensa pioggia. Dopo una salita infinita, ha appunto iniziato a piovere e siccome eravamo già sul picco del Pic siamo scesi più in fretta che potevamo alla baita Seurasass, dove abbiamo mangiato. Siamo ripartiti solo quando aveva finito di piovere e poi siamo andati al parcheggio più vicino dove ci aspettava un taxi che ci ha portato al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto.

Brrr.. che freddo sotto la pioggia su un monte!

L’ultima passeggiata che abbiamo fatto prima del rientro a Reggio, a circa metà del tragitto abbiamo iniziato a salire sul picco di una montagna per 20 minuti, e poi ci siamo fermati a mangiare su un grande sasso. Lassù eravamo soli noi con la bellezza della montagna! Bellissimo !

Con così tanto movimento, in montagna viene molta fame. Per fortuna nei rifugi si mangia benissimo!!

In tutta la vacanza siamo stati molto fortunati perché abbiamo visto molti animali: caprioli, cerbiatti, asini, mucche, conigli, capre e cavalli…

Non vedo l’ora di tornare anche il prossimo anno in Val Gardena a vivere nuove avventure!!!

Frafra

3 pensieri su “Avventure in alta quota – reportage dalla Val Gardena

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *