Coronavirus, la nostra città è diventata zona rossa

Coronavirus, la nostra città è diventata zona rossa

di Matteo Melecchi

A causa dell’aumento dei casi positivi di Coronavirus nella nostra città, da domenica 8 marzo al 3 aprile Reggio Emilia e altre 13 province, oltre alla Lombardia, sono diventate zone rosse. Questo significa che non ci si può più spostare in altre province e che rimangono chiuse palestre, piscine, musei, centri culturali, cinema, teatri e discoteche. I centri commerciali aprono solo dal lunedì al venerdì e i bar e i ristoranti chiudono alle 18. Le scuole, invece, restano chiuse in tutta Italia fino al 3 aprile.

Il Covid-19 è una malattia contagiosa provocata da un virus, che si è scoperta agli inizi dell’anno a Whan, in Cina. Le sue origini sono ancora sconosciute, come è ancora da scoprire il vaccino.

Questo virus è arrivato circa 3 settimane fa anche in Italia a Codogno (in provincia di Lodi) e nel giro di pochi giorni si è diffuso soprattutto in Lombardia, Veneto (a Vò Euganeo) e in Emila Romagna (a Piacenza).

Il virus è arrivato anche a Reggio Emilia e ieri le persone contagiate erano 70, 22 in più rispetto al giorno prima.

A livello nazionale, ieri i contagiati erano 6387, tra cui 650 in terapia intensiva (1326 in più del giorno precedente), i morti erano 366 (133 in più del giorno precedente) e siamo diventati il secondo paese per numero di decessi dopo la Cina, ma i guariti sono saliti a 622. La situazione ad oggi è critica, perché non si riesce a fermare l’epidemia e anzi i casi continuano ad aumentare. Il problema grosso è ora quello dei posti in ospedale in terapia intensiva, perchè cominciano a scarseggiare. Alcuni malati sono stati trasferiti in altri ospedali, ma speriamo che non si arrivi a dover scegliere se salvare una persona o l’altra.

In Cina, invece, da qualche giorno stanno diminuendo i contagi e i morti e questo vuol dire che le misure adottate dal loro Paese sono state efficaci.

Le misure di sicurezza da adottare per evitare nuovi contagi sono: lavarsi spesso le mani, stare a distanza di almeno un metro dalle persone e soprattutto evitare di andare in luoghi affollati e nei negozi, se non in caso di necessità (ad esempio per fare la spesa).

Ora la diffusione del contagio dipende da noi!

Frafra

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