Un ricordo del Titanic che 108 anni fa affondò nell’oceano

Un ricordo del Titanic che 108 anni fa affondò nell’oceano

di Arianna Adelfio

Il Titanic nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 entrò in collisione con un iceberg, provocando la morte di circa 1500 persone tra passeggeri ed equipaggio.

Ma faccio un attimo un passo indietro per raccontare dove tutto è cominciato. I lavori per la realizzazione del transatlantico iniziarono il 31 marzo 1909 e finirono il 31 marzo del 1912. Il Titanic era lungo 269 metri e largo 28 metri, mentre il prezzo per la traversata era di 3.100 dollari in prima classe, che corrispondono circa 50.000 dollari adesso. La propulsione del Titanic era a vapore ed erano 29 le caldaie a spingerlo alimentate con circa 728 tonnellate di carbone ogni giorno. Le scialuppe presenti a bordo erano solo 20 per una capacità complessiva di 1.178 persone: decisamente inferiori per salvare passeggeri ed equipaggio in caso di evacuazione. La velocità massima della nave era di 23 nodi (43km/h) e poteva trasportare complessivamente 3.547 persone. Inoltre, il Titanic svolgeva servizio postale e al suo interno, oltre una piscina al coperto, vi erano un bagno turco e un campo di squash. Erano 34 gli alloggi privati con soggiorno, sala di lettura e sala da fumo al loro interno. Il Titanic salpa dal porto di Southampton (Inghilterra) quattro giorni prima della tragedia. Era di proprietà della compagnia White Star Lene e aveva a bordo 2.227 persone. A capo della nave, progettata per offrire un collegamento  settimanale con l’America e garantire il dominio delle rotte oceaniche, c’era il capitano Edward John Smith. Quest’ultimo, al suo ultimo viaggio prima del pensionamento, ignorò o non diede molto peso ai telegrafisti riguardanti la possibilità di incontrare sulla propria rotta degli iceberg. Durante la traversata, il Titanic fece una sosta in Irlanda per caricare sulla nave numerosi emigranti irlandesi. Tra gli uomini presenti nella prima classe della nave vi erano personaggi illustri dell’epoca, tra cui la milionaria di Denver Margaret “Molly”Brown, personaggio presente anche nel film di James Cameron, la contessa Lady Lucille Duff-Gordon, scrittori, produttori e attrici. Nel pomeriggio del 14 aprile era in programma un’esercitazione nel caso ci fosse stata qualche emergenza, ma fu annullata. Quella stessa notte, i passeggeri del Titanic convinti che fosse un’esercitazione, si lamentarono dell’orario. Non avevano ancora capito di essere in pericolo di vita. Alle 23:40 del 14 aprile 1912 il Titanic si scontrò con un gigantesco iceberg. Inizialmente le persone coinvolte nel grave incidente marittimo ebbero percezioni diverse sull’accaduto: c’è chi durante l’impatto con l’iceberg sentì solo un lieve fremito del Titanic, e chi invece quel vibrare lo percepì in modo forte, violento. In seguito all’impatto iniziò un vero e proprio passaparola un vociferare tra le 3 diverse classi della nave. I passeggeri però, convinti che il Titanic fosse una struttura inaffondabile, si mostrarono tranquilli ignari che di lì a poco sarebbe accaduto l’inevitabile. Con il tempo però, tutta quella calma cessò di esistere: i vari scompartimenti del Titanic iniziarono ad allagarsi provocando l’inclinazione dello scafo verso poppa. Smith, il comandante, visti i danni dopo l’incidente, diede l’ordine di imbarcare sulle poche scialuppe di emergenza prima le donne e i bambini e solo dopo gli uomini. Delle 2.227 persone imbarcate 1.517 non si sarebbero salvate, ma questo i passeggeri non potevano saperlo. Solo il capitano era consapevole di ciò. L’impatto con l’iceberg provocò lo squarcio della fiancata destra del transatlantico, che affondò due ore e 40 minuti più tardi, spezzandosi in due tronconi durante il suo viaggio inaugurale da Southampton a New York. Il transatlantico terminò definitivamente la sua corsa alle 2:20 del 15 aprile 1912. Secondo alcune testimonianze, l’ultima canzone suonata dall’orchestra, che rimase a suonare fino all’ultimo, infatti nessuno dei suoi membri si salvò, fu Neare,May God to Three (Più vicino a te, Signor).

La temperatura era di circa 0 gradi: le persone in mare avrebbero potuto resistere al massimo 10 minuti prima di morire per congelamento. Solo la scialuppa 14 del Quinto ufficiale Lowe tornò sul luogo dell’affondamento per verificare se ci fossero dei sopravvissuti, ma ormai era troppo tardi. I 705 superstiti giunsero a New York il 18 aprile. Oggi ricorre l’anniversario di questo evento drammatico della nostra storia che ha affascinato e incuriosito intere generazioni. Un disastro che ha 108 anni e che poteva essere evitato, un avvenimento per il quale sono morte centinaia di persone e, proprio per questo, viene ricordato ancora oggi.

Frafra

Frafra

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *