Il cinque Maggio, l’ode di Manzoni al grande Napoleone

Il cinque Maggio, l’ode di Manzoni al grande Napoleone

di Arianna Adelfio

Il 5 maggio è un’ode che scrive Alessandro Manzoni, di getto in soli 3 giorni dal 17 al 19 luglio 1821 per Napoleone che muore in esilio sull’isola di Sant’Elena anche se le cause sono ancora oggi oggetto di dibattito. Quando Napoleone morì il 5 maggio 1821 la notizia in Europa si divulgò solo dopo qualche mese. Il poeta aveva già incontrato Napoleone all’età di 15 anni al teatro alla Scala di Milano dove era rimasto colpito dal suo sguardo penetrante e dal magnetismo emanato dalla sua persona. La morte di Napoleone suscita nel poeta una notevole impressione che gli crea un turbamento. Manzoni si commuove perchè per lui è morto un uomo importante e conosciuto in tutto il mondo.

Ma chi era Napoleone? Napoleone Bonaparte nasce il 15 agosto 1769 ad Ajaccio in Corsica. E’ stato un personaggio importantissimo della storia francese  e anche di quella italiana e la sua gioventù è segnata da un grande evento storico, la rivoluzione francese. Napoleone fu un generale straordinario e vinse innumerevoli battaglie espandendo l’impero francese.

Fu proclamato imperatore di Francia e successivamente Re d’Italia.Il 5 maggio ha inizio con le parole “Ei fu” con le quali il Manzoni annuncia al lettore la morte di Napoleone. Il pronome personale Ei viene usato ponendo l’accento sulla fama di Napoleone che non ha bisogno di essere chiamato per nome. Fu, passato remoto il poeta vuole allontanare nel tempo il periodo segnalarlo al lettore come un evento concluso. Il Manzoni nei suoi versi non parla di lui come condottiero ma del suo esilio, della sua solitudine vissuta nell’isola di S. Elena e magari alla possibilità che Napoleone abbia riflettuto sulla sua vita e si sia affidato alla pietà di Dio. Il Manzoni scrive che quello che Napoleone ha fatto in vita  sarà giudicato dai posteri cioè quelli che verranno dopo come anche le sue imprese “Dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno”.

Manzoni lo paragona, quando è sull’isola ad un naufrago che mentre tende lo sguardo lontano viene travolto dalla furia delle onde. Infatti quando lo scrittore compone il suo capolavoro lo immagina un uomo solo, solo su un’isola.

Quello che mi ha colpito di questa poesia che ho ascoltato dalla voce e interpretazione di Vittorio Gassman, per me bambina di 10 anni difficilissima ma ricca di contenuti è quando in Corsica, ad Ajaccio ho visto la sua fonte battesimale e la mamma mi ha raccontato la sua storia e del poeta Manzoni che gli dedica un poema ricco di sentimenti. Mi sono appassionata a questo personaggio storico pieno di avventure e di conquiste che alla fine muore in solitudine e di questo poeta che spera sia morto in pace con Dio.

Frafra

Frafra

Un pensiero su “Il cinque Maggio, l’ode di Manzoni al grande Napoleone

  1. Bellissimo articolo, su un personaggio che ha lasciato traccia per le sue gesta, in Francia e in Italia. Come altri importanti questi muoiono in solitudine.
    Ecco l’importanza del viaggiare anche da piccoli. Lasciano segnali indelebili nella vita di una persona.

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