Guardando dalla mia finestra ai tempi del Covid

Guardando dalla mia finestra ai tempi del Covid

di Sebastiano Simonazzi

Se mi affaccio dalla finestra non vedo quello che vedo sempre, vedo qualcosa di diverso.

Non mi riferisco alle gemme che sono spuntate sugli alberi, né al sole primaverile che ha ormai da tanto preso il posto di quello freddo e  rigido invernale, vedo una città calma, vuota e silenziosa, quasi disabitata se contiamo le poche persone che passano, anche loro sono più calme e silenziose ma questo non rende la città più rilassante, infatti, tra il fruscio degli alberi che ci sono in una minuscola striscia di terra davanti a casa, tra il parcheggio, una strada, un marciapiede e un’altra casa e i piccoli rumori di questo periodo, c’è un suono bruttissimo e fortissimo che anche per tre volte al giorno si presenta nelle nostre case: quello del bollettino dei morti e dei contagiati che si sente al telegiornale e che tutti i passanti hanno stampato in faccia dal giorno alla notte.

Per nostra fortuna c’è anche un suono stupendo ma che purtroppo è molto più debole e difficile da sentire: quello di migliaia di infermieri e medici che ogni giorno si espongono per proteggerci da questo nemico invisibile, invisibile proprio come il rumore delle foglie, l’abbaiare del cane che abita davanti a casa nostra nelle altre abitazioni e quello dei vicini che giocano sotto casa, quest’ ultimo, anche se l’abbiamo sempre sentito regolarmente ogni giorno caldo e soleggiato dell’anno non è più mischiato al rumore delle macchine e dei camion che ora si presentano solo per consegnare qualcosa a qualcuno che si nasconde per sfuggire a questo disastro.

La nostra vita sta cambiando, adesso il più ricco non è chi ha più soldi ma chi ha più mascherine e bottigliette di disinfettante, e, quando non c’è non più neanche un rumore ci possiamo accorgere delle piccole cose che non avremmo mai visto, come quella piccola gazza che raccoglie ramoscelli per il nido, ed è allora, in momenti come quelli, che, guardando il cielo blu speriamo che:

GUARDANDO FUORI DALLA FINESTRA VEDREMO IL SOLITO CHIASSO CITTADINO E QUELLO CHE ABBIAMO SEMPRE VISTO…

Frafra

Frafra

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