Un’amicizia artificiale

Un’amicizia artificiale

un racconto di fantascienza di Veronica Caliumi

“Tesoro della mamma è pronta la cena!”.

“Sì, arrivo, solo un attimo”.

E’ davvero complesso essere un 36enne che ancora vive con il padre e la madre.

Non ho un vero e proprio lavoro.

Mi limito a girare viti e bulloni, immaginandomi di vederle alzarsi e muoversi, come fossero vive, già, “vive”; dare vita a qualcosa che non ne ha, farlo ridere, piangere, innamorarsi e odiare, è da sempre il mio sogno!

Sono uno scienziato e inventore al contempo, ma in realtà sono solo un fallito che immagina troppo e forse dovrebbe focalizzarsi sulla vita reale.

“Drin, Drin, Drin!!!”. La sveglia di un nuovo giorno, che in realtà di nuovo non dovrebbe avere niente se non fosse per… “Ciao, amico Tommy!”.

Svengo di colpo.

Da tempo, quasi 6 anni, stavo lavorando ad un androide, “una” androide, per l’esattezza, che a me sembrava un mucchio di viti e fili di rame, più che un potenziale “essere vivente”.

Mi sbagliavo invece, è lì, seduta sul mio banco da lavoro, che mi guarda e aspetta che io parli.

“Tu chi sei?”.

“Sono un robot creato da te, amico Tommy”; mi risponde con naturalezza.

La sera prima avevo inserito dentro di essa gli ultimi dati, ma ero sfiducioso.

Penso di avere un attacco di cuore

quando lei dice: “Ti voglio bene amico Tommy!”; unendo le mani per formare un cuore.

Prova affetto, oh Dio, ma non ho inserito questi dati, non può essere!

E’ così perfetta, bella, sembra una ragazza vera!

Il cuore batte, le ciglia sbattono, inspira ed espira: è viva!

Non so che fare, la nascondo nell’armadio; i miei entrano ma non scoprono nulla.

Cosa faccio? E’ un’invenzione che rivoluzionerà l’umanità; siamo nel 2030 e ancora non esistono androidi che possano decidere con la propria testa e provare emozioni!

Riapro le ante ma non c’è più. Com’è possibile!?

Dove sei robot? torna qui!

“Eccomi!”. Riappare sul mio letto. “Io posso teletrasportarmi e viaggiare nel tempo. Lo sai!? Mi hai creata tu!”.

Non posso crederci. Penso che la porterò in laboratorio per farla vedere al mio capo, che mi ha licenziato un mese fa; prima però voglio capire come funziona.“Come la chiamo? Umh…Tiffany…Mi piace!”.

“Sì, è molto bello!”; esclama la ragazza.

“Ma non abbiamo tempo Tommy, la mia vita è in pericolo!”. “Cosa!?”; esclamo stupefatto. Subito mi afferra il braccio e veniamo come avvolti da un vortice di energia: è un buco spazio-temporale.

 Ci ritroviamo davanti ad un’immensa prateria verde, nulla di strano.

Lei mi dice; “Aspetta e vedrai”.

Dopo un istante due eserciti sbucano dai lati del campo di battaglia e si scontrano, ma non sono solo uomini, sono umani contro androidi!

Non posso credere ai miei occhi.

“E’ colpa tua. Hai rivelato la mia esistenza a tutto il mondo e guarda cosa è successo!”;urla Tiffany piangendo.

“Ma…Io…”.

“Siamo nel 2040 e tu ora vivi la tua vita sereno, ricoperto di soldi, mentre io non ci sono più!”.

“Perché tutto questo?Io…”.

Stava piangendo, non capivo perchè. Mi dice che ho svelato tutti i segreti della sua creazione e che l’hanno ritenuta pericolosa e disintegrata.

In effetti ero intento a farlo, ma dopo questa scena sicuramente non avrei potuto commettere questo errore.

“Mi dispiace Tiffany non lo farò! Te lo prometto.”

“Ormai è troppo tardi”.

Non faccio in tempo a chiedere spiegazioni che Tiffany sparisce, ma stavolta non tornerà.

Il “me” del passato aveva già commesso l’errore e Tiffany, la mia migliore amica, era stata distrutta.

Frafra

Frafra

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