Come riscrivere un mito: Frida salva il mondo

Come riscrivere un mito: Frida salva il mondo

di Nadia Medici di 1F

Correva l’anno 2019, quando Dio si affacciò dalla sua finestra di nuvole per posare il suo sguardo divino sul mondo e sull’umanità, ma ciò che vide non lo rallegrò, anzi, lo fece diventare furibondo: la Terra era sporca e malconcia, a causa degli uomini che inquinavano senza ritegno, che si facevano la guerra a vicenda, che si preoccupavano solo dei soldi e della loro immagine.

In preda all’ira, Dio prese la decisione di punire questa umanità, e di formarne una nuova e migliorata. 

Decise di mandare un virus, che avrebbe ucciso anche l’uomo più previdente e taccagno, ma che avrebbe salvato almeno una vita, per poi ripartire da essa per ricominciare un nuovo capitolo.

Così la sua ricerca cominciò, e non pochi mesi dopo scelse Frida, una ragazza britannica, sposata con un brav’uomo e madre del piccolo Ferdinand, scienziata e ricercatrice, che avrebbe di sicuro trovato una cura al virus. 

Sistemando ed ammirando tutte le armi per punire gli umani, Dio iniziò con la sua furia, creando il primo focolaio. 

Passavano i mesi, e la notizia si diffuse rapidamente, tant’è che anche Frida ne venne a conoscenza. Molto stressata dal numero di vittime che cresceva ogni giorno, si mise a lavorare per cercare un vaccino. Intanto, Dio, soddisfatto del suo capolavoro, si ritirò a dormire un sonno molto lungo, che gli avrebbe risparmiato le grida di disperazione dei suoi amati uomini, anche se in realtà un po’ già si pentiva.

Finalmente, nel dicembre del 2020, Frida e il suo gruppo di colleghi trovarono un vaccino, ma nel mondo, da quei quasi 8 miliardi di persone, ne erano rimaste poche migliaia. Le città erano vuote, e le pochissime persone rimaste migravano verso altri paesi, ad unirsi e a formare colonie e gruppi, per sostenersi a vicenda, quindi anche nazioni intere rimasero disabitate, con le strade deserte, le città silenziose e la campagna incolta. Nel mentre, la Natura s’era ripresa il posto che le spettava e così grosse piante crescevano dal suolo, distruggendo il cemento e trapassando le pareti delle case; gli animali aumentavano di numero ogni giorno, e le foreste tornarono a brulicare di vita.

Frida distribuì il suo vaccino in poco tempo in tutto il mondo. La gente riprese così a vivere, vivere davvero, senza la paura di abbracciare i propri cari.

La normalità tornò a presentarsi nella vita di tutti, piano piano, e le popolazioni che ora vivevano su quel piccolo puntino in mezzo all’Universo erano diverse: sapevano la vera definizione di “distanza”, ai sopravvissuti ora toccava raccogliere i cocci di una umanità distrutta e non c’era più tempo per lamentarsi del fatto che la propria vita fosse monotona.

Dio, sentendo urla di giubilo e di allegria provenire dalla Terra, si affacciò un’ultima volta, e vedendo quel progresso e quell’umanità nuova e devota, fu anch’egli felice, e tornò a dormire quel sonno profondo e tanto ristoratore quanto piacevole, chiudendo per sempre quell’epoca di terrore e disperazione.

Frafra

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