L’Eroica di Beethoven, un’opera senza tempo

L’Eroica di Beethoven, un’opera senza tempo

di Arianna Adelfio

L’Eroica è un capolavoro scritto da Beethoven in gioventù tra il 1802 e il 1804. Beethoven era un musicista dal carattere un pò particolare, un genio che prima di fare le cose le pensava, soffriva ed era sempre alla continua ricerca di pace in Dio e nella natura. Un uomo che a 30 anni divenne sordo e che nonostante questo continuò a comporre. Un uomo che stimava moltissimo Napoleone Bonaparte, primo console della Repubblica francese e quindi difensore dei diritti, che paragonava ai grandi consoli romani, poichè aveva diffuso in tutta Europa, con le sue imprese militari, grandi ideali rivoluzionari. Proprio a Napoleone dedicò una sinfonia: lEroica. Ma accadde che Napoleone decide di autoincoronarsi imperatore dei francesi e Beethoven indignato strappò la dedica scritta per lui sul frontespizio dell’Opera esclamando “Anch’egli non è altro che un uomo comune. Ora calpesterà tutti i diritti dell’uomo e asseconderà solo la sua ambizione; si collocherà più in alto di tutti, diventerà un tiranno!”. L’eroica era un’opera nuova rivolta ad un pubblico che non doveva chiacchierare durante l’esecuzione (come faceva di solito) ma ascoltare attentamente e riflettere. Fu la sinfonia più lunga mai scritta e la più importante, e il pubblico si lamentò per questo. Beethoven così promise a se stesso che non avrebbe mai più scritto sinfonie di un’ora. La sinfonia venne suddivisa in 4 tempi principali: 1 movimento: 2 accordi potenti e brevi di Mi bemolle maggiore. Partono i violoncelli, poi i fiati e infine tutta l’orchestra. Vengono cantate le gesta dell’eroe tramite un ritmo simile ad una fanfara. Dà un sentimento di grandiosità, di gioia e speranza. E’ una marcia funebre in onore dell’eroe. La morte è ciò che accomuna l’umanità intera. Beethoven ci mette però la speranza: una solenne sezione in maggiore dove si intravede il Paradiso. 3 -scherzo-; c’è gioia, eroismo. I corni fanno degli squilli acuti. L’ascoltatore torna allegro e si prepara al movimento finale ed è quasi un invito ad ognuno di noi a diventare un eroe nel mondo e di fare i cavalieri per migliorare la vita di tutti. 4-finale-allegro molto, un finale mai ascoltato prima nella storia della musica. Dopo una calma riflessione dei fiati, l’orchestra esplode velocissima, un puro incanto. Un allegro molto, una carica di speranza chiude il brano dando l’impressione di una grande fiducia nelle sorti del mondo.
Un organico della sinfonia 3 che prevede 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 3 corni, 2 trombe, timpani e archi.
Si può quindi dire, con la sinfonia 3 di Beethoven, che la musica smette di avere una funzione solo celebrativa, di accompagnamento a feste, divertimenti, cerimonie e spettacoli pubblici. Diventa strumento per esporre e condividere i propri sentimenti  e ancora oggi dopo 218 anni resta presente e intatta la capacità di emozionare e meravigliare.
Consiglio a tutti di ascoltare questo componimento e mi auguro che vi stupisca come ha stupito me.

Frafra

Frafra