La Crescia, la risposta marchigiana alla piadina romagnola

La Crescia, la risposta marchigiana alla piadina romagnola

di Arianna Adelfio

A luglio vado sempre al mare nelle Marche e spessissimo mi piace mangiare la “Crescia” un  alimento ricco di storia e gustosissimo che è nato proprio nella regione Marche. Col nome Crescia si intende un tipo di focaccia cugina della piadina romagnola, infatti esse sembrano avere origini comuni riconducibili al pane in uso ai tempi in cui l’esercito bizantino era in Romagna e nelle Marche. Naturalmente tale argomento provoca da sempre polemiche tra marchigiani e romagnoli. I primi rimangono convinti che la Crescia di Urbino sia più antica della piadina, la quale sarebbe solo una “Parente povera”. Ma sia l’una che l’altra sembra avere una storia antica e illustre che affonda le sue radici nel Rinascimento a partire dal xv secolo presso la corte dei duchi di Urbino. quando a palazzo Ducale le tavole venivano riccamente imbandite. Inizialmente veniva usata da contenitore per torte di carne e di verdure, ma dal momento in cui la ricetta uscì dalle cucine del palazzo, divenne amatissimo piatto per il popolo, consumato addirittura durante le festività. La leggenda racconta che la sua invenzione sarebbe merito di una giovane fornaia poiché un giorno vide il sole abbassarsi più del solito, attratto dalla bellezza della città di Urbino. Esso rimase però impigliato ad una delle torri del palazzo Ducale e nel tentativo di liberarsi lasciava cadere scintille dorate. L’accaduto ispirò la giovane che decise di realizzare qualcosa che esprimesse desiderio di libertà e voglia di volare alto come il sole: da quì nacque la “Crescia” e la sua particolare denominazione. Vi consiglio, se passate da Fano o Pesaro o Urbino o Ancona di assaggiare la crescia che accosta la tradizione marchigiana a quella emiliana grazie all’ottima scelta di condimenti a disposizione…non ve ne pentirete!

Frafra

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